Japan

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sabato 26 ottobre 2013

Ieri giornata all'insegna della cultura!

Dopo una buonissima colazione, 


io e Mauro siamo scesi per dirigerci verso la zona di Ryogoku, per visitare l' Edo Tokyo Museum, un museo che ripercorre la storia di Tokyo dal 1590 a fin quasi i giorni nostri, con modellini in scala, oggetti recuperati, stampe, ecc. Come al solito per muoverci abbiamo dovuto prendere diversi treni, ma ancora una volta, rimaniamo sbalorditi dall'organizzazione giapponese: tutti i treni, anche se di diverse compagnie, sono ben collegati tra loro; nelle stazioni si trovano indicazioni anche in inglese e addirittura è segnato dove si fermerà la porta! 
Arriviamo quindi alla stazione di Ryogoku, e dopo circa  5-10 minuti a piedi arriviamo al museo. All'entrata abbiamo posato gli ombrelli (abbiamo beccato la pioggia, ma molto leggera, e comunque continua a fare caldo) in una una specie di blocco con delle chiavi, così non rischi che qualcuno ti freghi l'ombrello -ok ripeto, amo sto paese, pensano a tutto- e abbiamo fatto i biglietti. Dopo aver posato gli zaini nei coin locker -un'altra cosa che importerei subito dal Giappone: in pratica inserisci i soldi nell'armadietto, infili i bagagli e porti la chiave con te. Al ritorno inserisci la chiave e ti restituisce i soldi) e ci siamo diretti al 6° piano. Qui ti ritrovi in un'area immensa, e la prima cosa che vedi è il Nihonbashi Bridge, che porta verso la ricostruzione in scala di Tokyo antica.

Ripercorriamo quindi la storia di Tokyo, la politica, il modo di vivere, l'economia di allora. Due piani di pura storia.
Per chi ama il Giappone, questo museo è un must.


Dopo la zona antica, chiamiamola così, si arriva al periodo dell'apertura di Tokyo al mondo: nei vestiti, nelle case, comincia quindi a vedersi l'influenza occidentale.

Si arriva poi al periodo scottante per i giapponesi: la seconda guerra mondiale. E' stato impressionante, c'erano giubbotti recuperati dai soldati, una bomba incendiaria americana non esplosa. Cose così insomma. Ed infine si arriva alla ricostruzione di Tokyo dopo la guerra. 
Mi è piaciuto moltissimo questo museo, ci tenevo ad andarci, ed è stato ancora più bello ed istruttivo di quello che mi aspettavo.

Dopo il museo, era la volta di Asakusa, la zona dei Templi!

Siamo quindi andati verso la stazione, ma prima ci siamo fermati per uno spuntino in una specie di panetteria-pasticceria-cafè che ho visto in NANA (cioè, non la stessa, ma che funzionava in quel modo): prendi un vassoio, le pinze, a scegli quello che vuoi tra panini, sandwich carinissimi, ecc. Io ho preso una specie di pane fritto col curry in mezzo, che ho battezzato Pancurry, che era un qualcosa di libidinoso, e Mauro un sandwich all'uovo, tonno e qualcos'altro. 

Dopo altri treni, siamo arrivati ad Asakusa, ma siccome ormai era ora di pranzo, siamo andati  in un ristorantino tipico, dove abbiamo mangiato tantissimo e speso una miseria


Ci siamo poi diretti verso il tempio. Per arrivarci, si passa da un cancello chiamato Kaminarimon, dove due statue fanno da guardia al Tempio, purtroppo coperte perchè in restauro. Dopo il cancello, fino al tempio, si percorre la Nakamise-Dori, una viuzza piena di negozietti che vendono suovenir, dolcetti tipici, ventagli, kimoni, insomma cose tipiche giapponesi. 


Ed infine, dopo circa 200 metri di Nakamise, si arriva al Tempio vero e proprio. Prima di entrare, ci siamo purificati col fumo dei bastoncini di incenso accese in un grosso braciere (abbiamo puzzato di incenso tutto il giorno). Anche qui, posto stupendo. 


Sono contenta di esserci venuta, avevo visto questo tempio in un drama e mi era piaciuto moltissimo.

Abbiamo girovagato per un pò tra le vie di Asakusa, infine ci siamo diretti allo Sky Tree, la torre più alta di Tokyo, per ammirare il panorama. La metropolitana ci porta dritto nel Tokyo Solamachi, un centro commerciale ai piedi della torre. Abbiamo però rinunciato a salire perchè il cielo era ricoperto di nuvole e non si sarebbe visto nulla. Ritorneremo però quando sarà bel tempo .Se i giapponesi sono precisi nel meteo come lo sono per tutto il resto, ci aspettano giornate di sole!


Siamo quindi tornati in albergo, dove abbiamo riposato per un paio di ore perchè distrutti da morire, e poi siamo scesi a comprare qualcosa per cena: abbiamo optato per una cosa veloce al conbini. Mauro ha preso riso al curry con cotoletta di maiale, io invece l' omoraisu, cioè l'omelette di riso. 

Dopo cena, tra videochiamata con mamma e varie cose, verso le 2 di notte sentiamo improvvisamente un forte cigolio. Inizialmente abbiamo pensato a qualcuno che stesse facendo sesso molto selvaggio. Invece poi abbiamo capito che era il terremoto, ma a differenza di quando è venuto in Italia, non mi sono allarmata perchè il Giappone mi da un senso di sicurezza.

Ho già detto che lo amo, questo paese?







2 commenti:

  1. "Sesso molto selvaggio" dove? in Giappone? ahahahahah x°°°° è tabù!
    L'hanno detto anche qui nei telegiornali che c'è stato il terremoto vicino la centrale nucleare ma niente di grave per fortuna a quel che dicono =w=
    ASAKUSA! *^* *ruba lanterna gigante e scappa via*

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    1. ahahahahah guarda molte cose che si dicono del Giappone secondo me sono vecchie. Tipo che non mangiano mentre camminano, beh ne abbiamo visti tanti che lo fanno. O tipo che non si soffiano il naso in pubblico, proprio ieri una sulla metro l'ha fatto XD Magari stanno diventando più aperti XD

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