Japan

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giovedì 31 ottobre 2013

Come vi avevo anticipato, l'altro giorno è stata una giornata di fuoco. Ho infatti concentrato in un solo colpo i quartieri di Shibuya - Harajuku - Shinjuku. E' STATO MASSACRANTE! Ma ne è valsa decisamente la pena!

La mattina ha piovuto un po', poi però ha smesso subito.
Per prima cosa, ci siamo diretti a Shibuya, il quartiere dello shopping e della moda giovanile! In pratica, due cose che a me non interessano per nulla! Ma essendoci qui dei posti simboli del Giappone, ho deciso di venire comunque a dare un'occhiata. E HO FATTO BENE. Perché, quando esci dalla stazione, lo spettacolo che hai davanti è impressionante: grattacieli enormi, luci, e tante, TANTISSIME persone. 

Uno dei miei sogni era infatti, una volta arrivata in Giappone, attraversare lo Shibuya Crossing, credo uno degli incroci pedonali più trafficato del mondo. Volevo cioè attraversare la strada con milioni di giapponesi!Mi accontento di pochissimo,io!E l'ho finalmente fatto. Poi, fantastico! Strisce pedonali a destra, a sinistra, in obliquo. UN CASINO!


Abbiamo girato Shibuya in lungo e in largo, visitato il 109, un grattacielo PIENO di negozi di moda, simbolo del quartiere. E girovagando, abbiamo trovato un minuscolo ristorantino. Per arrivarci siamo saliti per delle scale


e all'interno era come l'avevo visto in milioni di manga, coi tavoli lunghi con i condimenti, le bacchette e i fazzolettini  sopra! 
Io ho preso il katsudon, cotoletta di maiale su una ciotola di riso bianco, più zuppa di miso (che era pure gratis tra l'altro), mentre Mauro ha preso hamburger con uova e formaggio, altra carne, e gratis a parte gli ha portato ciotola di riso bianco più zuppa di miso! Una goduria!


Il bello è che potevi servirti miso e riso a volontà!Ormai sono diventata giapponese, mangio ciotole di riso a pranzo e a cena! Lo mangio come fosse pane! Lo adoro!

Dopo pranzo, abbiamo girato un altro po' e ci siamo diretti poi alla stazione per andare ad Harajuku. Prima di prendere il treno però, mi sono fermata a fare una foto con Hachiko, la statua del cane simbolo del Giappone, la cui storia ha commosso tutti. In pratica Hachiko era un cane che ogni mattina accompagnava il suo padrone alla stazione per prendere il treno, e lo aspettava lì fin quando il padrone non ritornava dopo il lavoro. Un giorno il suo padrone, si sentì male e morì. Il cane aspettò a quella stazione per anni, ma ovviamente il suo padrone non fece mai ritorno. Finchè non morì anche il cane. In onore del suo amore e della sua devozione, i giapponesi gli dedicarono una statua in suo onore -anche se la prima fu sciolta durante la seconda guerra mondiale per usare il materiale come armi, e in seguito la ricostruirono-.


Presi poi il treno siamo arrivati ad Harajuku.

Scesi dal treno la prima cosa che si vede è Takeshita Dori, il cuore del quartiere, dove si concentrano negozi di vestiti lolita, gotic lolita, oggetti kawaii, ecc... 


E' una stradina non proprio larghissima, ed essendo ormai pomeriggio, era piena di ragazzine uscita da scuola. C'erano dei negozi fantastici, con vestiti punk come piacciono a me. Peccato costasse tutto un occhio della testa! Ho comprato solo un cappello, che adoro da morire.


 Il Bello di Tokyo è che puoi vestirti come ti pare, non c'è nessuno che ti guarda male. Io per esempio a 27 anni sto andando in giro con una borsettina a forma di panda kawaissima, eppure nessuno mi indica ridacchiando, dicendomi che sono troppo vecchia per queste cose. In Italia sarebbe successo continuamente!
Notare due negozi diversissimi così vicini tra di loro: uno punkettoso, una kawai


 Comunque, giriamo tantissimo per Takeshita Dori, mangiamo due crepes buonissime, e soprattutto bellissime Nelle vetrine poi hanno la riproduzione in cera delle crepes, e sono kawai in modo assurdo! 


Ho adorato tantissimo Harajuku, abbiamo girato per il quartiere per ore, fermandoci in ogni negozio o bancarella! Alcuni di essi vendevano cose stranissime, tipo il cappotto per cellulari:


Qui c'era anche Daiso, il negozio tutto a 100 yen, era di 3 0 4 piani, e ci trovavi di tutto!Ho preso una maschera apposta per il naso -si, perchè il mio naso ha bisogno di una maschera apposta- e mille altre cose.

Dopo Harajuku  la volta di Shinjuku, il quartiere dei divertimenti e che non dorme mai!
Essendo ormai sera, le insegne erano tutte illuminate!


Shinjuku si divide, diciamo così, in più zone.
Kabuki-cho, il quartiere a luci rosse: qui si concentrano tantissimi locali, così dicono, gestiti dalla yakuza: negozi di pachinko, night.club ecc. Noi siamo andati comunque a farci un giro nella zona, e ad un certo punto abbiamo pure visto dei TIPI STRANI: non so se fosse la yakuza o meno, ma se così fosse, erano proprio come li immaginavo! 
Poi c'è Ni-chome, il quartiere gay: ovviamente siamo andati anche qui, e io avevo gli occhi a cuoricino!
Okubo, la Koreatown di Tokyo.

Noi ci abbiamo messo ORE a girare shinjuku, non sono nemmeno sicura di averla vista tutta! Ha un che di magico: c'era milioni di insegne luminose, milioni di persone. Bello!Bello!Bello!

 Si, lo so. sono ripetitiva. Ma che ci posso fa' se a me di sto paese piace tutto, o quasi??


Ecco il WC giapponese! Una cosa fantastica! E questo qui è solo quello di un "misero" centro commerciale!


Dunque:
alla vostra sinistra, quel coso appeso alla parete, serve per disinfettare il bordo. In pratica prendi un po' di carta igienica, ci spruzzi sopra il disinfettante e pulisci il wc. Non si vede, ma di fronte, sulla porta, è appesa un sediolino per metterci dentro i bimbi mentre tu fai comodamente i fatti tuoi. Di fianco al wc invece, c'è una specie di "console" con vari tasti: quello per riscaldare la tazza - e credetemi non vorrete più alzarvi- quello per il bidet -ti apre una fontanina che ti pulisce ben benino-, un altro col segno di una nota musicale che in pratica fa dei rumorini carini per coprire i tuoi di rumori, un altro ancora che ti da uno spruzzo profumato!
Tutto questo, anche se un "misero" bagno pubblico, perfettamente pulito!!!

Aaaah!Lasciatemi qui!

mercoledì 30 ottobre 2013

L'altro giorno, a colazione, ho finalmente assaggiato questo "pane" che vedevo sempre nei manga, che sembra la rosetta, il panino che abbiamo noi giù a Napoli, ma che invece è dolcissimo!



-Si è capito che adoro il cibo che c'è qui,vero?-

Siamo poi andati verso la Tokyo Tower, la "copia" diciamo così, della Torre Eiffel di Parigi. E' molto più bassa dello Sky Tree, ma essendo uno dei simboli di Tokyo, e avendola vista in molti manga, ci tenevo moltissimo ad andarci!
Presi la metro, siamo scesi ad Akabanebashi, e fuori la stazione abbiamo subito visto la Tokyo Tower.


Una volta entrati, al piano dove eravamo, c'era la zona souvenir: erano in pratica delle piccole "bancarelle" che vendevano riproduzioni della torre, portachiavi, ecc. Ed i prezzi erano davvero bassissimi! Ti aspetti infatti che in un posto per turisti ti spennano, qui invece si poteva tranquillamente spendere, ed infatti ho preso una cosina per mamma. Piccola nota: la signora della bancarella mi stava esaurendo! Mi ha dato un cestino dove mettere la roba che prendevo, ma poi, precisina, me li ha sitemati dentro perchè io li avevo messi alla rinfusa! Ora, ok essere precisi, ed anche io lo sono, ma se la roba la metto in un verso invece che in un altro non cambia!Mi stava facendo morì!

Detto questo, abbiamo girato per un po' alla base della torre, e poi siamo andati a fare i biglietti. La Tokyo Tower ha due osservatori, uno a 150 metri, e l'altro a 250. La mia intenzione era quella di salire solo fino al primo, ma in ogni caso al secondo non sarei potuta andarci oggi perchè stavano facendo manutenzione.

Una volta acquistati i biglietti -essendo lunedi, non c'era praticamente nessuno, e quindi stavolta niente fila- abbiamo preso l'ascensore e siamo andati all'osservatorio. Anche di giorno, Tokyo dall'alto è meravigliosa.




 Abbiamo cercato di vedere il monte Fuji, ma non si vedeva. Peccato. Abbiamo girato l'osservatorio in lungo e in largo, fatto foto, e poi, visto che lo stomaco cominciava a brontolare, siamo scesi per pranzare. Nella Tokyo Tower infatti ci sono diversi ristoranti, e anche qui pensi che costino un occhio della testa, invece abbiamo trovato un ristorante a bouffet, come quello di Yokohama: paghi quota fissa e mangi fino a scoppiare. Ed è quello che abbiamo fatto. Mamma mia, tornerò in  Italia con minimo 50 Kg in più!!

Siamo poi andati via dalla torre, e abbiamo girato un pò la zona, scoprendo minuscoli templi



 e parchi, e un albergo/ristorante, non si è capito, con all'esterno un minuscolo giardino giapponese.


Ci siamo quindi diretti alla metro per cambiare zona. Direzione Shimbashi, per ammirare l' Hama Rikyu Garden, 



un immenso giardino giapponese, con migliaia di alberi. E corvi. Tanti, tantissimi corvi. Ora, non so cosa gli danno da mangiare ai corvi in Giappone, ma erano grassi come maiali! E abbastanza inquietanti. 
Ci siamo rilassati nel giardino e poi alla stazione, abbiamo preso lo Yurikamome, il treno automatico senza conducente, in direzione Odaiba. 
Odaiba è un'isola artificiale nella baia di Tokyo, piena di centri commerciali, una ruota panoramica, e quello che era il mio obiettivo: il Gundam a grandezza naturale!!
Il panorama dallo Yurikamome è meraviglioso, attraversa il Rainbow Bridge -quello dove muore Seishiroooooooo- e arriva nei vari punti di interesse di Odaiba. Io sarei voluta andare anche all'Oedo Onsen Monogatori, un parco a tema Edo con Onsen, le terme, ma il pensiero di stare nuda come mamma m'ha fatto mi terrorizzava!E ho quindi evitato. Scendiamo a Palette Town, il centro commerciale con la ruota panoramica, e siamo andati al Diver Tokyo City, il centro commerciale col Gundam all'esterno.


 

Impressionante, i giapponesi che c'erano ormai sono così abituati da non alzare nemmeno più il viso per ammirarlo, ma per noi è stato senza parole! Faceva quasi paura, sembrava potesse muovesi da un momento all'altro!

Ovviamente, fatte mille foto, abbiamo ancora girato un pò per Odaiba, e poi siamo tornati in albergo. Le giornate qui sono molto lunghe, e ci stiamo davvero distruggendo.

E poi ieri, giornata di fuoco: Shibuya - Harajuku - Shinjuku!

martedì 29 ottobre 2013

We're Chinatown!

Domenica, io e Mauro siamo partiti in direzione Yokohama, la seconda città più abitata del Giappone, così attaccata a Tokyo da venire considerata quasi come un'altro quartiere di questa immensa città.

Per arrivarci, siamo andati prima fino a Shibuya, e da lì abbiamo preso un altro treno direzione Yokohama Station. 



Qui abbiamo girato per un po' nel quartiere della stazione, pieno di centri commerciali e grattacieli. C'era anche un mercatino che vendeva dolcetti tipici, ho preso delle caramelle/dolcetti a 70 yen l'uno davvero carinissimi!



Ci siamo quindi diretti nel quartiere di Chinatown, facilissimo da raggiungere una volta scesi dalla stazione di Motomachi-Chukagai. All'ingresso di Chinatown, ci sono dei cancelli credo tipicamente cinesi


La zona è molto viva, piena di turisti, negozi di souvenir, panda da tutte le parti, ristoranti cinesi. Cartelli con su scritto We're Chinatown. 
Non so quanti cinesi ci vivano realmente qui, la zona è molto turistica!

Ci sono anche dei templi.



 Davvero una zona con un'atmosfera molto suggestiva!

Abbiamo girato per il quartiere, fermandoci nei molti negozi di souvenir, e poi abbiamo cercato un posto per mangiare. Per strada si sentiva odore di cibo ovunque, e ci è venuta l'acquolina in bocca! 
Una cosa molto carina, e un pò strana del Giappone che non vi ho detto, è che per strada ci sono persone, che noi abbiamo battezzato "strilloni", che cercano di attirare le persone nei loro negozi o ristoranti, strillando appunto!
Anche qui, ce n'erano molti, e un ragazzo ci ha fermati spiegandoci, in un inglese molto strano, che utilizzano la forma del "all you can eat" in pratica mangi quello che vuoi, spendendo una quota fissa. C'era addirittura carne di squalo!
ci siamo fermati a mangiare in un altro posto però, che aveva più roba, e abbiamo mangiato tantissimo.



I dolcetti erano libidinosi, non ho capito se erano ripieni di marmellata di azuki, che assaggiai una volta e mi fece schifo, o di castagne. In ogni caso erano buonissimi.

Abbiamo poi visitato ancora un po' Chinatown, ho comprato una borsettina minuscola per cellulare e Pasmo carinissima a forma di Panda!



E poi ci siamo diretti al Yamashita Park, pieno di famiglie che passavano la domenica insieme. Ci siamo un po' riposati, e dopo siamo tornati a Tokyo. Avremmo voluto visitare anche la zona di Minato Mirai, cioè quella iper-tecnologica di Yokohama, ma il mio ginocchio è quello che è, e in programma c'era lo Sky Tree e mi sono dovuta accontentare!
Ma non mi preoccupo, ho tutta l'intenzione di ritornare in Giappone!

Torniamo quindi a Tokyo. Giriamo un po' per Shibuya, ma pochissimo perchè riservata in un altro giorno, e andiamo verso Oshiage, la stazione dello Sky Tree. Ora, da Shibuya il tragitto è lungo, ma l'avevo messo nella giornata di oggi perchè il nostro hotel è vicinissimo la torre, per cui per tornare il percorso era quello.

Arrivati ad Oshiage, la stazione proprio sotto la torre, e lo spettacolo è mozzafiato:essendo ser,a la torre è completamente illuminata ed è bellissima. 

Per entrare, prima di fare i biglietti, ci hanno dato dei fogliettini con su scritto un orario. In pratica, noi avremmo dovuto aspettare il gruppo delle 19.30-20 per poter entrare e fare i biglietti. Facciamo quindi un giro nel Tokyo Solamachi, il centro commerciale sotto lo Sky Tree, e all'ora stabilita andiamo alla biglietteria. Davanti a noi c'era una fila lunghissima, dovevano essere qualche centinaio di persone, ma ho visto l'orologio: ci abbiamo impiegato 12 minuti per arrivare alla biglietteria, in pratica nulla. In più, fare la fila a Tokyo non è per nulla traumatica. Non c'è gente che spinge, sono tutti in fila per due, ti lasciano il tuo spazio, e le file vengono smaltite molto in fretta. Facciamo quindi il biglietto per il primo deck, a 350 metri di altezza. L'ascensore impiega 30 secondi per arrivare, va così veloce che da la stessa sensazione di quando si è in aereo, e quando si aprono le porte, c'è la cosa più bella che io abbia mai visto in vita mia: Tokyo di sera, con tutte le sue luci, lascia senza fiato!



Mi sono commossa davanti a questo spettacolo, sono rimasta senza parole. Il Desk non era nemmeno pieno, quindi abbiamo goduto di un'ottima visuale. Abbiamo girato tutto intorno alla torre, fatto millemila foto, e poi abbiamo fatto i biglietti per il secondo desk. La biglietteria per il secondo e ultimo desk infatti, si trova solo al Tembo Deck, cioè quello dove ci trovavamo. Saliamo quindi verso i 445 metri di altezza. L'ascensore poi aveva i vetri e potevamo guardare il panorama.
Il secondo osservatorio è più piccolo, e lo spettacolo è ancora più meraviglioso! Si gira tutto intorno alla torre, ma questa volta il percorso è in salita, si raggiungono infatti i 450 metri. C'era anche una zona col pavimento in vetro, impressionante guardare in basso a quell'altezza!

Le foto, o quello che io possa dire di questo panorama, non rendono assolutamente la grandiosità della cosa.  

Siamo stati per molto tempo alla torre, ammirando il panorama, e poi, a malincuore, siamo andati via. L'entrata per la torre è stata un pochino cara, ma ne è valsa assolutissimamente la pena.

Arrivati nel quartiere del nostro hotel, abbiamo cenato, e siamo andati a letto. Stanchi, distrutti, perchè Tokyo è una città da vivere appieno e noi lo stiamo facendo.
Domani, o meglio tra qualche ora, ci aspetta un'altra intensa giornata!

Non dimenticherò mai,  MAI, la vista dall'alto della città dei miei sogni.

lunedì 28 ottobre 2013

Avevo promesso foto, ed eccola qui. La nostra stanza, o meglio, la mia parte:


Non è un'amore? e c'è anche uno Yukata!

Presto, foto dei bellissimi e avanzati gabinetti giapponesi!
Alla ricerca dello yaoi perduto!

Ieri siamo stati al quartiere che sapevo sarebbe stato il mio preferito: Ikebukuro, la mecca per ogni fujoshi girl (amante dello yaoi) che si rispetti!

La mattina, prima di prendere la metro, ci siamo fermati da Lawson,  il conbini, per prendere una bevanda calda per il mal di gola col quale mi ero svegliata. 

Abbiamo ricaricato le nostre pasm..AH! non vi ho raccontato cosa sono queste Pasmo! In pratica sono delle tessere magnetiche che carichi quando serve che ti evitano ogni volta di dover fare il biglietto. La passi semplicemente all'entrata della stazione, e all'uscita ti scala il costo del biglietto. Una figata e una comodità assurda! Le abbiamo fatte la nostra prima sera, e sono pure nominate coi nostri nomi! La porterò in Italia per ricordo!


Comunque, dicevo, abbiamo ricaricato le nostre Pasmo e ci siamo diretti ad Ikebukuro. Dopo circa 2 cambi, e 10-15 minuti, arriviamo in questa stazione enorme e seguiamo le istruzioni per l'uscita est: è sempre  meglio calcolare dove uscire dalle stazione, perchè a seconda di dove esci, puoi trovarti lontano o vicino da dove devi andare. Ci dirigiamo quindi a quella che sapevo sarebbe stata la zona di mio interesse, e vista la pioggia, decidiamo di ripararci per un po' nel Sunshine City, un mastodontico complesso commerciale con migliaia di negozi, ristoranti, bar, un planetario, un acquario e chi più ne ha più ne metta! Ora, noi non siamo abituati a cose del genere. Avevo letto che era enorme, ma non così ENORME! E quando dico enorme intendo, che so, che il centro commerciale di dove abito, che dovrebbe essere il più grande della regione, è in pratica piccolo quanto lo sgabuzzino delle scope del Sunshine!

Il primo negozio nel quale entriamo è Daiso, il negozio tutto a 100 Yen. La versione dei nostri tutto a 1 euro in pratica. Qui compro un pò di cose che ci serviranno per i prossimi giorni -scorta di fazzoletti di carte -ECCO! una cosa che non mi piace del Giappone, poi non so se sono io che becco quelli cosi, ma I FAZZOLETTI DI CARTA PER SOFFIARE IL NASO FANNO SCHIFO! sono finissimi e non ci fai un cavolo! - dicevo, compro i fazzoletti e altre cose e poi ci immergiamo nella follia di questo centro commerciale! A pranzo mangiamo dei buonissimi panini Hawaiani, e poi finalmente, smesso di piovere, cominciano a girare per le vie di Ikebukuro!

Andiamo subito da Animate, il negozio pieno di Doujin yaoi, gadget, e roba per cosplay. Poi giriamo per altri negozi, fumetterie, e noto che le Fujoshi sono delle invasate: per trovare quello che vogliono, ti sbattono pure per aria. Ma, ovviamente, non sapevano con chi avevano a che fare. Io ho fatto migliaia di chilometri per essere qui, e posso essere più invasata di loro! Mi perdo quindi nella ricerca di quello che era il mio obiettivo: Hitomi no Onowa, uno yaoi che adoro alla follia, il mio preferito, il tipo di storia che vorrei disegnare. Volevo assolutamente i 3 volumetti originali! La ricerca è stata lunga e difficile, i nomi erano tutti in giapponese, e in più avevo paura di non trovarlo perchè è un fumetto di qualche anno fa. Stavo cominciando a scoraggiarmi quando entriamo nel negozio perfetto: Mandarake! Avevano una scorta di manga yaoi enorme, e in più, ciliegina sulla torta, erano in ordine di autrice, con nomi sia in kanji che romanji! Cerco quindi Fujiyama Hyouta, la mangaka di Hitomi no Onowa, e in basso, finalmente lo trovo! Stavo per piangere! Finalmente era nelle mie mani! C'erano altri suoi fumetti, e avrei voluto prenderli tutti, ma ho optato solo per Hitomi no Onowa e Junjou, un'altra sua storia che amo molto! e poi, adoro davvero come disegna il corpo maschile!


Andiamo a pagare e sorpesa, i volumi sono in offerta! Invece di costare circa 500 yen a testa, costano appena 210 yen! In pratica, 1,56 euro! E pensare che in Italia, uno yaoi lo pago 5.90! Niente, l' Italia sta perdendo su tutti i fronti!

Andiamo per altri negozi, di manga, di ost degli anime, di cosplay: è davvero il paradiso degli otaku. Girovaghiamo per Ikebukuro per delle ore, ed essendo sabato, le strade cominciano a riempirsi di persone ancora più di prima. Ma non è fastidioso, od opprimente come lo è in Italia. Le persone, qui, anche se tante, non si ammassano l'una contro l'altra, hai sempre il tuo spazio, ed è una cosa che apprezzo tantissimo. Nel centro commerciale di casa, evito sempre di andarci perchè quando c'è troppo casino, mi viene un mal di testa assurdo. Era una cosa infatti che mi spaventava un po' in Giappone, visto che di casino c'è 10 volte tanto, ma non è così. I giapponesi rispettano il prossimo, le file, non urlano, non ti vengono addosso, non sono italiani insomma!

Ed è proprio come mi aspettavo... Io qui mi sento a casa. Scherzando, mamma ha sempre detto che secondo lei in una vita passata ero giapponese, perchè non si spiegava altrimenti l'amore che una bambina piccolissima aveva per un paese che non conosceva nemmeno. Beh, non so se è così, ma io mi sono sentita a casa. Camminando in mezzo a quelle migliaia di persone, mi sono sentita una di loro, mi sono sentita completa!

E, anche se ho un po' paura a dirlo, visto che l'ultima volta che l'ho pensato è successo quello che è successo, beh, si, mi sento proprio felice!!

Tornando comunque alla giornata di ieri, dopo aver girovagato per ore, aver comprato due action figures di Kokoro no Basket,

siamo andati a cena. In giro c'erano ancora più persone di prima, e per mangiare c'erano file ovunque, ma i giapponesi sono velocissimi, dopo mangiato liberano i tavoli, e quindi abbiamo aspettato si e no 5 minuti: Mauro ha mangiato dell 'udon buonissimo, io invece tempura di gamberi! Buonissima ovviamente!

Abbiamo poi girato ancora un po' nel quartiere, fatto milioni e milioni di foto,


e dopo, stanchissimi, siamo tornati in albergo!

In realtà, nel programma di oggi erano compresi due giardini zen, ma pioveva e li abbiamo riservati per i prossimi giorni. Avevo così pensato di andare ad Akihabara nel pomeriggio, il quartiere dell'elettronica, manga, anime e videogames, per dedicare la giornata di oggi all'otaku che è in me. Poi Akihabara anche se lontana da Ikebukuro, è vicina l'hotel e quindi per il ritorno saremmo stati comodi, ma c'è una cosa che non ho tenuto conto nella mia organizzazione perfetta: il mio ginocchio mezzo rotto e malandato! Dopo un po' che cammino, comincia a farmi male in modo assurdo e ho bisogno di riposarmi. Ed è una cosa che odio, perchè vorrei girare all'infinito e non fermarmi mai! Ma proprio, non riesco! 

Però, sono tranquilla! Ho molti giorni a disposizione ancora, e riuscirò a vedere tutto!

 Stay Tuned, metterò altre foto di questa bellissima giornata!


sabato 26 ottobre 2013

Ieri giornata all'insegna della cultura!

Dopo una buonissima colazione, 


io e Mauro siamo scesi per dirigerci verso la zona di Ryogoku, per visitare l' Edo Tokyo Museum, un museo che ripercorre la storia di Tokyo dal 1590 a fin quasi i giorni nostri, con modellini in scala, oggetti recuperati, stampe, ecc. Come al solito per muoverci abbiamo dovuto prendere diversi treni, ma ancora una volta, rimaniamo sbalorditi dall'organizzazione giapponese: tutti i treni, anche se di diverse compagnie, sono ben collegati tra loro; nelle stazioni si trovano indicazioni anche in inglese e addirittura è segnato dove si fermerà la porta! 
Arriviamo quindi alla stazione di Ryogoku, e dopo circa  5-10 minuti a piedi arriviamo al museo. All'entrata abbiamo posato gli ombrelli (abbiamo beccato la pioggia, ma molto leggera, e comunque continua a fare caldo) in una una specie di blocco con delle chiavi, così non rischi che qualcuno ti freghi l'ombrello -ok ripeto, amo sto paese, pensano a tutto- e abbiamo fatto i biglietti. Dopo aver posato gli zaini nei coin locker -un'altra cosa che importerei subito dal Giappone: in pratica inserisci i soldi nell'armadietto, infili i bagagli e porti la chiave con te. Al ritorno inserisci la chiave e ti restituisce i soldi) e ci siamo diretti al 6° piano. Qui ti ritrovi in un'area immensa, e la prima cosa che vedi è il Nihonbashi Bridge, che porta verso la ricostruzione in scala di Tokyo antica.

Ripercorriamo quindi la storia di Tokyo, la politica, il modo di vivere, l'economia di allora. Due piani di pura storia.
Per chi ama il Giappone, questo museo è un must.


Dopo la zona antica, chiamiamola così, si arriva al periodo dell'apertura di Tokyo al mondo: nei vestiti, nelle case, comincia quindi a vedersi l'influenza occidentale.

Si arriva poi al periodo scottante per i giapponesi: la seconda guerra mondiale. E' stato impressionante, c'erano giubbotti recuperati dai soldati, una bomba incendiaria americana non esplosa. Cose così insomma. Ed infine si arriva alla ricostruzione di Tokyo dopo la guerra. 
Mi è piaciuto moltissimo questo museo, ci tenevo ad andarci, ed è stato ancora più bello ed istruttivo di quello che mi aspettavo.

Dopo il museo, era la volta di Asakusa, la zona dei Templi!

Siamo quindi andati verso la stazione, ma prima ci siamo fermati per uno spuntino in una specie di panetteria-pasticceria-cafè che ho visto in NANA (cioè, non la stessa, ma che funzionava in quel modo): prendi un vassoio, le pinze, a scegli quello che vuoi tra panini, sandwich carinissimi, ecc. Io ho preso una specie di pane fritto col curry in mezzo, che ho battezzato Pancurry, che era un qualcosa di libidinoso, e Mauro un sandwich all'uovo, tonno e qualcos'altro. 

Dopo altri treni, siamo arrivati ad Asakusa, ma siccome ormai era ora di pranzo, siamo andati  in un ristorantino tipico, dove abbiamo mangiato tantissimo e speso una miseria


Ci siamo poi diretti verso il tempio. Per arrivarci, si passa da un cancello chiamato Kaminarimon, dove due statue fanno da guardia al Tempio, purtroppo coperte perchè in restauro. Dopo il cancello, fino al tempio, si percorre la Nakamise-Dori, una viuzza piena di negozietti che vendono suovenir, dolcetti tipici, ventagli, kimoni, insomma cose tipiche giapponesi. 


Ed infine, dopo circa 200 metri di Nakamise, si arriva al Tempio vero e proprio. Prima di entrare, ci siamo purificati col fumo dei bastoncini di incenso accese in un grosso braciere (abbiamo puzzato di incenso tutto il giorno). Anche qui, posto stupendo. 


Sono contenta di esserci venuta, avevo visto questo tempio in un drama e mi era piaciuto moltissimo.

Abbiamo girovagato per un pò tra le vie di Asakusa, infine ci siamo diretti allo Sky Tree, la torre più alta di Tokyo, per ammirare il panorama. La metropolitana ci porta dritto nel Tokyo Solamachi, un centro commerciale ai piedi della torre. Abbiamo però rinunciato a salire perchè il cielo era ricoperto di nuvole e non si sarebbe visto nulla. Ritorneremo però quando sarà bel tempo .Se i giapponesi sono precisi nel meteo come lo sono per tutto il resto, ci aspettano giornate di sole!


Siamo quindi tornati in albergo, dove abbiamo riposato per un paio di ore perchè distrutti da morire, e poi siamo scesi a comprare qualcosa per cena: abbiamo optato per una cosa veloce al conbini. Mauro ha preso riso al curry con cotoletta di maiale, io invece l' omoraisu, cioè l'omelette di riso. 

Dopo cena, tra videochiamata con mamma e varie cose, verso le 2 di notte sentiamo improvvisamente un forte cigolio. Inizialmente abbiamo pensato a qualcuno che stesse facendo sesso molto selvaggio. Invece poi abbiamo capito che era il terremoto, ma a differenza di quando è venuto in Italia, non mi sono allarmata perchè il Giappone mi da un senso di sicurezza.

Ho già detto che lo amo, questo paese?







venerdì 25 ottobre 2013

"Un giorno riuscirò ad andare in Giappone!"
Chi mi conosce mi avrà sentito pronunciare queste parole un'infinità di volte. L'ho detto e ripetuto fino alla nausea, a volte con meno convinzione delle altre, però sapevo, ME LO SENTIVO, che un giorno ci sarei DAVVERO andata in questo paese che amo alla follia... Ebbene, è successo davvero! Mi trovo a Tokyo da un giorno ormai e stento ancora a crederci!
Ma andiamo con calma...


Mesi fa, finalmente ho avuto la possibilità di poter organizzare il viaggio dei miei sogni, quindi, dopo ricerche, ipotesi su quale fosse il giorno migliore per partire, e corsa all'offerta migliore, ho prenotato per me e Mauro il viaggio perfetto: 17 giorni in Giappone, di cui 9 a Tokyo e 5 a Kyoto, con partenza a Pisa scalo a Parigi, e nella mia stagione preferita: l'autunno!


Così, fatto il primo passo, ho cominciato a prepararmi: passaporto, acquistare le valigie (che a proposito, sono fighissime!), cambio degli Yen, insomma cose così. Ho addirittura organizzato i nostri itinerari al dettaglio, calcolando ogni possibile spostamento, ogni cosa da vedere, ogni spesa. Per mesi non ho fatto altro che pensare al viaggio. Per scaramanzia, non ne ho parlato addirittura quasi a nessuno, temendo che qualcosa potesse andare storto.


I mesi passano incredibilmente veloci, e da un momento all'altro si avvicina la fatidica data: 22 ottobre. Viaggio a Pisa in macchina tranquillo, entriamo nell'aeroporto e mamma comincia ad essere nervosa. Io invece mi sento ancora incredula. Facciamo check in, mangiamo qualcosa (il viaggio era alle 20.30 di sera) e ci dirigiamo infine alla zona imbarco. Mamma ci saluta in lacrime, e ci osserva procedere verso i fatidici Metal Detector. Io riesco a passare al primo colpo, Mauro invece dopo 3 tentativi, viene addirittura perquisito: non sappiamo ancora perché continuava a dare errori! Andiamo poi verso il nostro Gate, il 3, e finalmente dopo 10 minuti, cominciano a farci entrare; un autobus ci porterà poi verso l'aereo, un cosino minuscolo che in un ora e quaranantacinque minuti ci porterà a Parigi.

 Volando con Air France, il personale di bordo parla in rigoroso francese; il capitano aveva un'accento molto sexi! Decolliamo, e dopo un pò ci offrono un buonissimo sandwich al prosciutto, che abbiamo mangiato guardando un film sul nostro mini pc. Arrivati a Parigi, ci siamo diretti verso il nostro albergo, che essendo in un terminal diverso, abbiamo dovuto raggiungere con un autobus e un treno veloce. Il bello degli aeroporti è che hanno mille indicazioni, perchè se provi a chiedere un' informazione ai francesi, ti risponderanno SOLO in francese credendo che lo sappiano parlare tutti, e tu che ricordi si e no  come si dice JE NE PARLE FRANCAIS, senza indicazioni vai nel panico.
Arriviamo in albergo, facciamo check in e ci mettiamo a dormire: inutile dire che non ho dormito per nulla!

La mattina facciamo check out, mangiamo due croissant buonissimi, e ci dirigiamo verso il nostro Terminal, il 2E, praticamente una città a se. Il volo è alle 13.30, giriamo un pò per il Terminal, aspettando l'ora fatidica, mangiamo 2 Macarons buonissimi (si, DOVEVO assaggiarli!) e quando arriva l'ora dell'imbarco, facciamo la fila verso il nostro caro amico metal detector: questa volta Mauro riesce a passare subito, e andiamo quindi al gate M26, pieno zeppo di giapponesi, che probabilmente aspettavano di tornare a casa.

L'aereo è un abnorme gigante di ferro, bellissimo, air france, e lo guardo pensando che ormai manca poco. Ci siamo. Solo 12 ore e sarò lì. 


Entriamo finalmente, cerchiamo i posti, e dopo la solita prassi, l'aereo decolla. Volo tranquillo, abbiamo mangiato tantissimo: prima un'aperitivo, poi la cena (o pranzo non lo so), poi bevande calde o fredde a volontà, la colazione (che in realtà è stata cena per noi) e addirittura gelati! e poi, essere chiamata da uno stuart francese Madame non ha prezzo!




E dopo mille mila film, chili e chili di cibo, ventordici ore di volo, atterriamo a Narita. 

OK. Sono qui. E ora? sono andata nel pallone. Sapevo come muovermi nell'aeroporto di Narita, avevo calcolato il percorso perfetto per arrivare in albergo, ma la mia mente era diventata bianca: HO TOCCATO SUOLO GIAPPONESE.
Ma ho ripreso il controllo di me stessa, e dopo i riti di immigrazione e polizia doganale - il Giappone fa compilare due fogli in cui dichiari i tuoi dati, il motivo della tua visita, quanti soldi hai con te ecc - prendiamo le valigie e seguo la mia preziosissima guida per arrivare in albergo. Prendiamo la Keisei Line - percorso più lungo, ma decisamente più economico, perchè gente, si ok sono in Giappone, ma non scialliamo coi soldi! - e arriviamo alla stazione di Ueno. Inutile dirvi che nel treno c'erano salaryman e ragazzine in divisa, come in ogni manga che si rispetti, e le case avevano i tetti tipici a pagoda. Da Ueno, ci dirigiamo alla metro direzione Hotel. Ora, io sapevo perfettamente cosa fare, perchè mi sono studiata la mappa di Tokyo per mesi, ma davvero, chi dice che è complicato muoversi qui, dice un'emerita cazzata perchè è segnato tutto benissimo e in modo che anche gli stranieri capiscano, poi al massimo se chiedi e becchi chi non parla inglese, se indichi la fermata dove devi scendere, i giapponesi sono così gentili che in un modo o nell'altro l'indicazione te la danno.
Ma veniamo a noi. Prendiamo l' Hibiya Line e dopo 3 fermate arriviamo nel quartiere di Minami-senju dove c'è il nostro Hotel. Decidiamo ci mangiare qualcosa, -e anche qui facilissimo:indichi sul menu cosa vuoi-, e ci dirigiamo all'hotel. Tempo il check in, e mi innamoro di quest' hotel. LE CAMERE TRADIZIONALI HANNO TATAMI E FUTON E SONO GNOCCHISSIME! in più all'ultimo piano hanno un bagno tipico giapponese (di cui metterò la foto più avanti) col quale è stato amore a prima vista.
Disfiamo i bagagli, e anche se sono le 14 ora locale, dopo aver chiamato mamma su skype,crolliamo -beh, eravamo svegli da qualcosa tipo 30 ore-  e ci mettiamo a letto -pardon, nel futon!-.
Svegliati all'ora di cena, e avvistati all'uscita della stazione un Burger King, andiamo a cenare e facciamo un giro nel quartiere; siamo troppo distrutti per fare altro, ma non importa, abbiamo ancora 8 giorni di pura Tokyo!
Il quartiere dell' hotel è molto carino, ha moltissimi conbini -i mini market aperti 24 su 24- una sala giochi, moltissimi minuscoli ristoranti visti e rivisti nei manga o nei drama. Insomma, è proprio come me l'ero immaginata. Abbiamo comprato qualcosa per la colazione di domani (ormai oggi), e abbiamo provato un onigiri buonissimo, di cui poi nei prossimi giorni farò scorta. 
Ci siamo rimessi nei nostri futon -alle 3.30 del mattino perchè il fuso orario e il jet lag gioca brutti scherzi- e mi sono svegliata alle 6 di stamattina con l'idea di scrivere questo blog ed eccomi qui!

Come mi sento in tutto questo? NON NE HO IDEA.

Credo di essere ancora incredula, sbalordita, emozionata e nervosa. MI SEMBRA ANCORA UN SOGNO. Forse lo è. Se è così, non svegliatemi, domo-arigatou!